A tu per tu con il nostro presidente Emil Cavallin. Il valore Secis e il valore della famiglia

Il presidente Emil Cavallin si racconta. Il valore Secis ed il significato della famiglia come identità di gruppo e di squadra.

INTERVISTA ESCLUSIVA!! Il presidente Emil Cavallin si racconta a noi tra famiglia, Secis e sassolini nelle scarpe da togliere. Aprendoci il cuore, finalmente. Ne è venuta fuori una persona certosina, leale e corretta. Aprirsi così è da signori di un tempo quando bastava una stretta di mano per accordarsi.

DA QUANDO il BCJesolo è diventato Secis il marchio di fabbrica è sempre stato quello: VINCENTE. Un campionato di C Silver vinto, una serie C Gold vinta ed un’altra serie C Gold vinta, nell’anno più terribile, nell’anno della pandemia, dove ci volevano coraggio, soldi ed anche un pizzico di fortuna per non finire vittime del Covid.

SECIS. “La parola Secis per me vita, e’ l’azienda di famiglia, creata da mio padre, che io sto cercando di portare avanti” dice con orgoglio il nostro presidente Emil Cavallin. “All’interno ho inserito sia mia moglie Jessica che mio figlio Giacomo in attesa del più piccolo, Gionata. Dove faccio mettere il nome Secis, lo faccio perché ci credo, perché voglio che le cose siano fatte bene, dare sempre il tutto per tutto e a volte superarsi per raccogliere sempre il massimo”.

EMIL CAVALLIN E MAURO ZORZAN. “Ho vissuto tutto il campionato e non solo i play off con serenità ma molta tensione” ci svela il nostro presidente. C’erano molti problemi, molte decisioni da prendere in un bivio o giri a destra o a sinistra ma qualsiasi direzione prendevi sapevo che avrei trovato un muro”. Quest’anno ringrazio solo me stesso e la mia metà’cestistica Mauro Zorzan, mi sento di dire questo. So che portare avanti un progetto con me non e’ facile. Per me una cosa se non è bianca è nera”.

“Mauro è la mediazione di questi due colori e riesce a trovare il giusto mezzo. Per me e’ il fratello che non ho. Prima di prendere ogni decisione ci guardiamo negli occhi. Il primo che parla e decide, all’altro automaticamente va bene. Certo non passa anno che non ci siano dei fraintendimenti, ogni tanto ci becchiamo ma fa parte della routine. Perché alla fine c’è il nostro solito bar che ci aspetta e la nostra solita colazione e si va avanti!”

SERIE B. “La serie B per me e’ l’emblema della massima categoria, non vorrei nulla di più perché sono sicuro che anche chi e’a fianco di me non vuole nulla di più. Mi viene da pensare alle persone che hanno abbandonato il nostro progetto perché volevano la B. Dicevano che qui non era possibile raggiungere certi traguardi. Ora e’ il momento di sorridergli in faccia e dirgli “mi dispiace questa volta tocca a noi”.

“Cosa succederà’ in serie B non lo so. La faremo, ma abbiamo bisogno di molto aiuto sia economico che di persone. Una cosa però è certa: ce la siamo meritata sul campo e il campo deciderà’ il nostro futuro. L’unica cosa che potrà’ farci retrocedere saranno i nostri limiti economici. Sicuramente non la struttura societaria, su quella potremmo fare una anche una serie A”.

SETTORE GIOVANILE. “Allo stesso tempo l’annata e’ andata molto male nonostante la promozione in B. Il covid ci ha fatto soffrire molto con il settore giovanile, troppe restrizioni e troppe paure, comprensibilissime, anche nelle famiglie”.

“Il prossimo anno il primo obiettivo, ancora prima della serie B, sarà recuperare più giovani possibile, farli uscire da casa, allontanarli dal computer e dai videogiochi”. Così la pensavamo quando mio padre ed io abbiamo preso in mano la società mio papà ed io: il settore giovanile viene prima di tutto, i nostri ragazzi sono importanti, il loro futuro ancora di più”. So che ce la faremo. Una categoria come la B invoglia ancora di più. Il basket e’ uno sport bellissimo. Se inizi a palleggiare e a tirare a canestro non lo molli più”.

FAMIGLIA. L’ultimo e vero ringraziamento lo devo sempre alla mia famiglia. A mio papà’ Ugo, a mia mamma Lucia. Alla mia adorata moglie Jessica e a miei figli Giacomo e Gionata. Loro mi danno la forza per fare quello che faccio e sopratutto aiutare i bambini a crescere in mezzo allo sport sano”conclude il presidente Emil Cavallin.

Quanto detto dal nostro presidente Cavallin a proposito della famiglia fa pensare ad una frase detta da Mauro Zorzan l’indomani della vittoria in finale contro Imola.“Quando in palestra durante la partita mi vedo da una parte Alvise, dall’altra Emma che fa le foto e in tribuna Alga, mi sento la persona più felice del mondo, mi sento una persona completa”. Stessa scuola di pensiero quindi che ha fatto breccia nello spogliatoio ma anche tra i nostri tifosi.

FOTO. Potevamo pubblicare una foto di Emil Cavallin e Maurzo Zorzan con la coppa in mano; abbiamo preferito questa foto perchè meglio esprime ed esprime più di tutte la nostra identità che è la nostra famiglia.

Ufficio stampa Thomas Maschietto (foto di Emma Iris Zorzan)

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