Il primo giro d’Italia della nostra under 14. Il quinto posto al torneo di San Benedetto vale come una vittoria!

IL SETTORE GIOVANILE CHE AVANZA. L'esperienza a San Benedetto del Tronto raccontata da coach Matteo Gambarotto.

Sappiamo tutti che cosa significa vedere i nostri figli divertirsi correndo dietro ad un pallone? Certo che sì, perché ai nostri tempi, quando noi eravamo piccoli, lo facevamo sempre, d’estate sulla sabbia, d’inverno con la neve e sotto la pioggia al campetto.

Non ci fermava nessuno, mentre i nostri ragazzi del settore giovanile sono stati bloccati per un anno e mezzo dalla pandemia.
Il quinto posto della nostra squadra under 14 allenata da Matteo Gambarotto nel torneo di San Benedetto del Tronto vale molto di piĂą delle tre vittorie ottenute e delle due sconfitte subite in cinque gare giocate (di cui una di una manciata di punti).

Vale moltissimo per noi ma soprattutto per loro. Perché averli visti correre, sudare, vestire la nostra divisa del Secis BCJesolo e cercare di imitare i più grandi nel fare canestro, ma anche nel modo di portare fascette, calzini e polsini era il nostro sogno più grande. E credeteci, quando li vedi divertirsi così, abbiamo raggiunto quello che volevamo.

E cosa volevamo come società? Li volevamo rivedere in palestra e che si abituassero nuovamente alla normalità di sempre. Lontano perché no, da tutte le distrazioni possibili come il telefonino, la televisione, i videogiochi, che per carità ci vogliono, ma non in maniera preponderante. Rischierebbero in tal modo di far addormentare il loro corpo e far diventare pigra anche la mente.

Come noi, appunto, una volta. Si torna a casa da scuola, ci si sbrigava a mangiare, si faceva (quasi) finta di avere finito tutti i compiti quando in realtĂ  li terminavamo in corriera o quei dieci minuti prima del suono della campanella e si correva dritti in palestra cambiandoci in macchina.

“Siamo felici di fare pallacanestro in questo modo” ci dice coach Matteo Gambarotto. “Questa nostra esperienza di San Benedetto del Tronto deve servire da apripista a tutte le altre squadre del nostro settore giovanile. Questa esperienza fuori Jesolo, dal veneziano e dal Veneto, ci ha insegnato molte cose. Abbiamo avuto modo di confrontarci con avversari che non conoscevamo, imparare nuove cose da loro e dalle sconfitte. E’ stato un torneo di alto livello, c’erano squadre giovanili di grande caratura come Urania Milano, Lions Bisceglie, Brescia e tutte le altre squadre che militano tra serie B e C Gold”.

“Sul campo abbiamo dimostrato di essere all’altezza delle società più blasonate nonostante fossimo alla nostra esperienza in giro per l’Italia. Abbiamo vinto tre partite su cinque, una l’abbiamo persa negli ultimi secondi di gioco. Da un punto di vista squisitamente tattico/tecnico” spiega coach Gambarotto “ho visto applicati al massimo i concetti che avevamo studiato in allenamento. I ragazzi sono stati bravissimi sia fuori che dentro il campo. Eravamo arrivati a San Benedetto del Tronto con meno esperienza di tutti, ne siamo usciti con un bagaglio di apprendimento non indifferente. Il miglioramento l’ho visto subito, è stato palese dopo la prima uscita ufficiale di un paio di mesi fa. L’importante era che apprendessero e si divertissero”.

ESPERIMENTO RIUSCITO. “Volevamo vedere se come società eravamo in grado di affrontare un torneo lontano da casa con tutte le vicissitudini del caso. Ci siamo messi alla prova e l’abbiamo superata alla grande, anche grazie alla presenza di un paio di genitori” conclude Matteo Gambarotto.

GIOCARE A BASKET E’ COME ANDARE A SCUOLA. Per il nostro settore giovanile, per i nostri ragazzi lo sport, in questo caso la nostra amata pallacanestro non deve essere solo un campo dove si viene per passare due ore e sfogarsi. Alla stregua della famiglia e della scuola, praticare la pallacanestro in gruppo è uno strumento in più di apprendimento per i più piccoli e i più grandicelli. Il ruolo dell’istruttore e dell’allenatore va oltre agli schemi disegnati sulla lavagnetta, le marcature e l’insegnare a palleggiare, a tirare e a non commettere passi o doppia. L’allenatore ha anche il ruolo molto più difficile di educatore. Insegnare per esempio come ci si comporta con gli altri, il rispetto degli avversari e degli arbitri, l’educazione, il lasciare in ordine gli spogliatoi dopo la doccia è un lavoro arduo e non scontato. Anche per noi adulti ogni giorno è buono per migliorare il nostro comportamento, figuriamoci per i più giovani che nella loro crescita hanno bisogno di essere accompagnati passo dopo passo.

I risultati del nostro torneo: Lions Bisceglie - SECIS BCJ 43-31; Basket Penne - SECIS BCJ 21-61; Genova - SECIS BCJ 51-48; San Sepolcro - SECIS BCJ 33-53; finale per il 5-6 posto: Sambo Basket - SECIS BCJ 46-49.

Ufficio stampa Thomas Maschietto
Foto di Emma Iris Zorzan
risultati forniti da Matteo Gambarotto

 

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