Secis BCJesolo sconfitto a Verona all’esordio.. ma è solo una questione di… due punti

Secis BCJesolo esordio con...vincente ma senza punti nel viaggio di ritorno dal CONI di Verona

WITH-U CESTISTICA VERONA – SECIS BCJESOLO 62-60

WITH-U CESTISTICA VERONA: Marchetti 23 (2/5 da due, 4/8 da tre), Pacione, Massimo Bovo 3, Basso 15 (5/13 da due, 1/3 da tre), Bertocchi 13 (6/8 da due, 0/1 da tre), Buzzi 4(2/3, 0/3), Adobah, Ferrazza, Samuele Bovo, Natali, Trentini, Crosato 4. Allenatore: Davide Bianchi

SECIS BCJESOLO: Davide Bovo 14 (4/9, 1/6), Biancotto 2, Favaretto 10 (4/8 da due), Simone Rosada 14 (4/7, 2/3), Matteo Maestrello 3, Busetto 3, Sipala 5, Zamattio 7 (3/4), Nicola Maestrello 2, Mei, Ruffo. Allenatore. Giovanni Teso, vice Matteo Gambarotto.

Gli dei del ferro dicono “no” al tiro di Simone Rosada che poteva valere il canestro del 62-62 e quindi del supplementare.

E gela le goccioline di sudore dei suoi compagni di squadra sul parquet ed in panchina. E di tutti noi che avevamo trattenuto il respiro accompagnando lo sguardo dai polpastrelli di Simone con il grido in gola di “dai Simoneee”.

GLI ULTIMI 5”03 DI GIOCO. Siamo a 5 secondi e tre centesimi dalla fine della partita contro la Cestistica Verona. Crosato viene mandato in lunetta con il fallo sistematico, come su richiesta dall’ultimo time out di coach Giovanni Teso chiamato a 7”05 dalla fine sul 61-60 per gli scaligeri.

Crosato fa 1/2, Busetto si butta sul pallone a rimbalzo e lancia per Simone in contropiede, tiro immediato da posizione defilata dentro l’arco, pallone sulla base del ferro e che finisce nelle mani dello stesso Crosato con Massimo Bovo a tagliare fuori Favaretto.

Finisce così Secis Jesolo, Cestistica Verona, nella più classica delle partite punto a punto che se giochi fino a domani, rimane sempre in equilibrio con le due squadre attaccate nel tabellone dei punti come francobolli.

CRONACA. Coach Giovanni Teso parte in quintetto base con i due fratelli Nicola e Matteo Maestrello, Favaretto, Sipala e in cabina di regia Simone Rosada. Dall’altra parte, in ordine di marcatura di quintetto, Bertocchi, Basso, Buzzi, Crosato e Marchetti. Il nostro primo canestro ufficiale del campionato è di Matteo Maestrello dopo 47” di gioco per il 3-1 litoraneo. Basso è il giocatore più pericoloso del primo quarto (7 punti sui 16 del primo quarto per Verona sono suoi), nonostante il + 5 Verona (16-11)con un parziale di 13-5 andiamo a + 4 (24-21) al 13’17” di gioco. Tra le tante cose viste sul parquet ci mettiamo dentro il gancio vecchia maniera di Nicola Maestrello per il 26-26 a 5’11” dalla fine. Non ci si schioda né dal punteggio basso (cosa che premia entrambe le difese, sia chiaro) né dai vantaggi risicati. Basso tenta la fuga della Cestistica con sette punti di fila (52-49) al 23’21” di gioco. Dall’altra parte Simone Rosada inventa per Bovo che appoggia il nuovo – 1 (51-52).

CHI SBAGLIA MENO NEL FINALE VINCE. Quando le partite si giocano punto a punto non dando spazio a break clamorosi ecco che basta un solo errore al tiro che ti può costare i due punti. Lo abbiamo individuato negli ultimo 80 secondi di gioco sul 57-56 per noi dopo uno splendido canestro cadendo per terra di Sipala che reclama anche fallo per un contatto sul tiro. Dall’altra parte lo scatenato Marchetti fa 2/2 dalla lunetta (57-58). Sotto di uno, tocca a noi riprenderci in mano il vantaggio del punto a punto, ma un semigancio di Nicola Mays in reverse non ha fortuna, dall’altra parte Bertocchi segna il + 3 (60-57) quando mancano appena 29” dalla fine. Favaretto con il solito movimento delle gambe a bicicletta va dall’arco per il pareggio, ma il ferro non è clemente. Ancora Marchetti dalla lunetta, 1/2 per il + 4 Verona (61-57). A 7 secondi dalla fine la tripla di Sipala ci fa sperare (60-61). Poi, però, il finale già raccontato con il nome urlato di Simone ancora fermo in gola e quel tiro respinto dagli dei del basket.

LA CURIOSITA’. Quanti Bovo in campo. Non solo il nostro Davidone, ma anche i due fratelli della Cestistica Verona, Massimo e Samuele. Anche se Samuele, di sei anni più giovane di Massimo, non è entrato, fa sorridere questa particolarità a referto. Bello vedere che oltre ai nostri Nicola e Matteo Maestrello ci sia un’altra coppia di fratelli in C Gold.

GRAZIE CESTISTICA VERONA. Non si nasce mai maestri e l’esperimento della diretta web è funzionato alla grande. Gustarsi la partita seduti da casa davanti al pc o al tablet ti permette di “sentire” la partita addosso sulla pelle, emozioni che i numeri freddi delle statistiche ancora non sono riusciti a dare. Grazie alla società scaligera per averci dato la possibilità di rimanere incollati allo schermo per i nostri colori.

Ufficio stampa Thomas Maschietto (foto della partita di Emma Iris Zorzan)

 

C(Gold)i siamo! Prima palla a due della stagione stasera a Verona alle 18

Secis BCJesolo, C(Gold)i siamo!

Inizia il nostro campionato, con una settimana, diciamo così, di ritardo. E si parte con il botto, la diretta “televisiva” sulla pagina facebook offerta gentilmente dalla Cestistica Verona, nostro primo avversario.
Avversario forte, avversario tosto, per tastare il polso di quanto tosti e forti potremo essere noi. Una C Gold che non ammette cali di tensione, di concentrazione. In un campionato normale, tipo quelli insomma che tutti noi ne abbiamo visti tanti, tantissimi, sono ammessi rodaggio, giri a vuoto, e qualche sassolino che può bloccare il perfetto funzionamento della macchina squadra. Ma questo non è un campionato normale e dobbiamo partire con il vento in poppa, in quinta e non in prima marcia.
La With-U Cestistica Verona è guidata in panchina da Davide Bianchi, meglio conosciuto come “Dacio” Bianchi, ex giocatore di serie A avendo ricoperto il ruolo di guardia a Trieste, Varese e Napoli. Il suo roster è di prima fascia, Enrico Crosato per fare un nome qualsiasi, ma anche il play Gianluca Marchetti e l’ultimo arrivato Giovanni Basso.
Noi siamo pronti, coach Giovanni Teso sapeva dove mettere le mani, sulla testa dei suoi giocatori ed in campo per correggere e migliorare posizioni, atteggiamento e movimenti.
“Ci siamo preparati bene, i ragazzi si sono impegnati negli allenamenti . Avrei preferito giocare la prima partita con Bolzano, invece è stata rinviata per i problemi dei nostri avversari” spiega coach Giovanni Teso. Questo per avere una partita giocata come Verona, prima di affrontarli. Verona ha dichiarate ambizione di promozione e ha fatto importanti innesti sul mercato. Andiamo a Verona per imporre il nostro ritmo in tutta la gara per tutti i quaranta minuti. Ho chiesto ai ragazzi grande applicazione in difesa per velocizzare il gioco e altruismo in attacco. Tutti i giocatori sono disponibili a parte il capitano Matteo Maestrello le cui condizioni saranno valutate nel pregara”.
L'appuntamento è quindi per stasera alle ore 18 alla palestra Coni di Verona... E anche da Jesolo, seduti comodi sul divano, telefonino in mano o davanti al pc, potremo accompagnare, tifando da casa nostra, l'importante gara dei nostri ragazzi.
Basta andare sulla pagina facebook della Cestistica Verona e saremo lì con loro!!!

https://www.facebook.com/cestisticaverona
Forza Secis BCJesolo... la gente come noi non molla mai.. Buon viaggio ragazzi e buona palla a due!!
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Davide Bovo ritorna nella “sua” Jesolo. E’ lui il volto nuovo in casa Secis

Bentornato Davide Bovo!

Bentornato splendido ragazzo, eterno viso da bambino dal cuore d’oro e con la testa sempre sulle spalle.

Davide Bovo è un nuovo giocatore del Secis BCJesolo. Un ritorno gradito quello di Davide che, ci avremo giurato, prima o poi avremo visto nuovamente vestire la nostra casacca.
Nel ritorno di Davide Bovo ci ha messo la sua firma Alistair Cortese.
“E’ il suo primo colpo di mercato nella sua nuova veste da direttore sportivo” ci ha scherzato sopra Mauro Zorzan l’altra sera in palestra. Una battuta che abbiamo condiviso per sottolineare l’impegno a 360° che il furetto con i capelli a spazzola ci mette da mattina alla sera per i nostri colori.
“Ovviamente la scelta è stata dovuta alla pandemia. Se tutto fosse stato normale avrei giocato a Murano la società con la quale mi ero accordato ad inizio anno per giocare la C Gold” spiega con grande onestà professionale Davide Bovo.
“Non nego però che quando si è prospettato lo scenario di tornare subito a giocare, che c’era la possibilità di farlo in una società come il Secis BCJesolo non ho esitato. A Jesolo mi sono trovato da Dio e ho detto subito di sì a Emil Cavallin a Mauro Zorzan e ad Alistair Cortese”.
Però si è sempre avuta l’impressione, almeno si respirava nell’aria, che per te le porte del Pala Cornaro sarebbero sempre state aperte e che ci saremo rivisti presto e certamente non da avversari.
“Sapevo che prima o poi ci sarei tornato” ci conferma Davidone. “Ho passato un anno bellissimo qui (campionato 2017-2018) con tanti giocatori che saranno ricordati per sempre nella storia della società e con alcuni dei quali torno a giocare come Nicolino Ruffo, Matteo e Nicola Maestrello. Ho passato un anno meraviglioso in cui mi sono goduto il campionato e giocare a basket, cosa che non è sempre scontata”.
“Insomma ci avevo lasciato un pezzo di cuore. I rapporti che si costruiscono non è che spariscano perché cambi squadra o fai delle scelte professionali che ti portano verso altri lidi. Questi rapporti rimangono, semmai si rinforzano ancora di più, visto che ci siamo sempre continuati a sentire. E poi l’estate la passo a Jesolo, quindi ho sempre avuto un legame che mi ha tenuto sempre unito con tutto quanto ruota attorno alla pallacanestro jesolana”.
Come si vive, come si affronta da giocatore una pandemia che da un anno ha messo a dura prova i rapporti sociali e lo sport di squadra?
“Ho iniziato il campionato in serie B a Mestre, poi a gennaio 2020 sono passato a Murano. Un mese dopo è scattato l’allarme coronavirus e ho dovuto rinunciare ad una delle cose che amo di più fare. Questo vale per me come credo come per molti altri ragazzi che come me sono cresciuti con la palla a spicchi in mano” prosegue Davide Bovo. “Ho sofferto molto per questo blocco dei campionati. Non mi piace essere definito “giovane”, ma a 23 anni sei all’inizio della tua carriera e non sei ancora un giocatore a tutti gli effetti. Perdere quattro/cinque mesi di allenamenti e gioco, occasioni uniche per imparare, sviluppare il tuo carattere e quindi migliorare, è una cosa veramente fuori dal mondo”.
Questo da giocatore, ma da ragazzo, da uomo fuori dal parquet?
“Eh… mi mancano tante cose… mi manca la mia vita.. le uscite con gli amici, la cena dopo un allenamento, il trovarsi senza preoccuparsi di abbracciarsi che adesso non si può più. Il solo contatto umano… è un qualcosa di nuovo a cui dobbiamo abituarsi. Durante la pandemia ne ho approfittato per darci dentro ancora di più con gli studi universitari. Mi mancano un paio di esami per finire il mio percorso di studi in ingegneria meccanica, il traguardo è vicino ormai, spero per settembre di piantare una altra bella bandierina del mio cammino di vita. E aiuto mio papà nella sua azienda, quindi ho cercato di distrarmi dalla pandemia tenendomi ulteriormente occupato in più ambiti".
Davide, raccontaci ancora qualcosa di te..
“Sono un ragazzo che vive per il basket. Durante la pandemia sono passato da allenarmi ogni sera a guardare due partite al colpo dopo cena. Vivo per questo, è la mia passione da quando avevo quattro anni. Non potendomi allenare, non sono riuscito però a farne a meno. Ho guardato l’Nba, l’Eurolega, le partite della serie A1. E quelle giocate dal mio amico Lorenzo Ambrosin con Tortona. La mia vita, il mio hobby, la mia passione hanno solo un nome: la pallacanestro”
“E il basket per me è semplicemente una liberazione. E adesso che sono tornato ad allenarmi provo proprio questo senso di liberazione”.
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Coach Giovanni Teso, un discorso motivazionale da pelle d’oca.

Ogni maledetto canestro. A scuola da coach Giovanni Teso. un discorso motivazionale che vale il paragone con Al Pacino.

“Sapete con il tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro […] perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. […] Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui”.

Un discorso entrato nella storia, cinematografica e non, di tutti gli spogliatoi da quando lo sport di squadra ha iniziato ad esistere dopo “Ogni Maledetta domenica” il film dal discorso più cult della storia della cinematografia sportiva recitato da Al Pacino nei panni del coach di football Tony D’Amato ai suoi Sharks di Miami.

Chiunque lo abbia masticato tra noi del Secis BCJesolo non può che aver pensato al monologo di Al Pacino quando l’altra sera alle “D’Annunzio” ha sentito coach Giovanni Teso parlare ai suoi e ai nostri ragazzi.

Un discorso motivazionale, certo, lui seduto su una sedia a distanza “obbligata” dalla panchina che ospitava i nostri 15 atleti che hanno preso parte all’allenamento. L’impatto è stato forte, per i dirigenti che sono arrivati con un attimo di ritardo. Silenzio di tomba, la sua sola voce e tutti gli occhi puntati e le orecchie tese ad ascoltarlo. Nessun copione da rispettare, coach Giovanni Teso non ne ha bisogno, nessun gobbo elettronico, solo lui con i suoi giocatori, Mauro Zorzan in parte e Alistair Cortese in parte ed il resto dello staff a distanza di sicurezza.

“La formula del campionato non ammette cali di concentrazione, nella seconda fase si portano i punti acquisiti nella prima. Vincere di 7 piuttosto che di 3 può rivelarsi decisivo nell’economia del campionato, così come in una eventuale sconforta le differenze canestri saranno decisive. Questo significa stare attenti ai minimi particolari e non concedere nulla. Mai superficialità , ma sempre massima concentrazione. Ogni possesso offensivo e difensivo lo giocheremo come il decisivo. Dare il 100% in ogni singola azione è ciò che vogliamo fare . Ognuno dovrà dare tutto ciò che ha nei minuti in cui giocherà, consapevole che le rotazioni saranno frequenti già dopo pochi minuti dall’inizio della partita . Ogni sforzo in più sarà un mattone per costruire la vittoria. Il nostro sistema si chiama “squadra” e ci alleneremo e giocheremo perché l’altruismo e lo spirito di sacrificio del gruppo crescano sempre più. Uomini sempre compatti tra loro e a maggior ragione nei momenti di difficoltà, è lì che vedremo ciò che siamo , è lì che emerge la squadra vera. Ho tanta fiducia. Ognuno dovrà anteporre sempre Il bene della squadra a questioni personali . Le grandi squadre sono tali perché hanno nel dna questo obiettivo di lavoro. Nei momenti di difficoltà ognuno avrà la certezza che la squadra è unita e che insieme si supererà ogni ostacolo. La nostra squadra ha qualità morali importanti e so che non ci sarà nessun atteggiamento negativo che possa scalfire lo spirito del gruppo . Le mie sensazioni sono molto positive, sento che c’è tanto in voi. Io conto su di voi e ognuno di voi sa che può sempre contare su tutti i suoi compagni.

Queste sono state alcune parole di Giovanni Teso, chiare, chiarissime, che rientrano nella categoria dette una sola volta e che valgono per sempre. E anche da scrivere sui muri dello spogliatoio perché siano perennemente vive nella testa dei giocatori.
Azzardato paragonare questo discorso a quello di Al Pacino? Forse, ma proviamo a sostituire la parola “centimetri” con “differenza canestri”. Canestri e possessi di palla, Il massacrarsi di coach Tony D’Amato, non è forse l’”uscire finiti” dal parquet? Pensateci bene.

Il basket come metafora di vita, come può non esserlo oggi come oggi ai tempi del Covid? O giochi o muori dentro come giocatore, allenatore, massimo dirigente o semplice addetto ai lavori dello staff. Uno staff che ha sempre vissuto di basket, non solo da ieri o dall’altro ieri. E che, vogliate crederlo o no, amare la pallacanestro (lo sport in generale, sia chiaro) e non potere nemmeno aprire il lucchetto dei palloni della palestra, o semplicemente la porta del “Pala Cornaro” è come spegnersi poco a poco. Va bene un mese, due, facciamo anche tre, ma un anno è stato tantissimo. Per tutti noi.

Ufficio stampa Secis BCJesolo  Thomas Maschietto

Coach Giovanni Teso mentre spiega i movimenti in attacco a Nicolò Zamattio

 

Il Secis BCJesolo di nuovo in palestra. La C Gold riparte il primo week end di Marzo. Noi ci siamo!!!

Il Secis Jesolo iscritto al nuovo campionato di C Gold. Si riparte il primo week end di marzo

Il Secis BCJesolo ha detto: “sì, noi ci siamo”. E dopo essere ripartito con il suo fiore all’occhiello, il settore giovanile, il presidente Emil Cavallin ha fatto il regalo anche alla prima squadra.

 
La “seconda” iscrizione alla C Gold è stata spedita alla Fip con ventiquattro ore di anticipo al giorno di scadenza dei termini di iscrizione al campionato.
 
Un campionato strano, stranissimo dove si deve preparare tutto nel migliore dei modi possibili in poco meno di un mese a differenza dei canonici tre che ti permettono di scaldare i motori dei giocatori, fare il rodaggio con le amichevoli e arrivare in forma fisicamente e di testa alla prima palla a due della stagione.
 
Non è stata una scelta facile, non poteva esserlo e come avrebbe fatto ad esserlo. Ma il cuore ha trascinato la testa e il nostro presidente ha voluto fare felici tutti per più motivi.
 
“E’ chiaro che il movimento del nostro settore giovanile viene prima di tutto, però anche sotto questo aspetto la prima squadra è molto importante. È lo specchio che riflette le ambizioni e le gesta dei nostri atleti più giovani e della nostra identità cestistica” ha spiegato l’altra sera al “Pala Cornaro” Emil Cavallin davanti ai suoi giocatori. “In un momento storico così difficile per tutti rinunciare alla prima squadra sarebbe stato poco corretto nei confronti dei nostri tesserati. So cosa vuole dire giocare a basket dopo un periodo del genere, ci sono passato anch’io. Per noi che abbiamo la pallacanestro nel sangue, giocare è l’unica occasione che abbiamo per rinascere dentro di noi”.
 
E così nella serata di giovedì scorso Emil Cavallin, Mauro Zorzan ed Alistair Cortese hanno spedito tutto il necessario in federazione. Adesso non ci resta che aspettare la risposta di Roma con i calendari e la formula del torneo.
 
Il messaggio di Cavallin è arrivato dritto al cuore dei ragazzi che disposti a semicerchio attorno al loro presidente hanno preso la parola, non perché obbligati, ma perché in qualche modo sentivano il bisogno di sfogarsi e sfogare tutta la loro tensione accumulata nel corso di questi mesi di pandemia e allenamenti tra le mura di casa. Mauro Zorzan si è improvvisato moderatore chiamando in causa uno ad uno i giocatori. 
 
Dice il capitano Matteo Maestrello: “Qualsiasi scelta la società avesse fatto dobbiamo ricordarci di una cosa: la gente come noi non molla mai. E questo vale sia per lo staff societario che per noi atleti. Nelle difficoltà vengono fuori gli uomini. O lo siamo o continueremo solamente a lamentarci di quello che ci capita. Grazie presidente”.
 
“Sono sei mesi che aspettiamo” è stato l’urlo liberatorio di Paolo Busetto mentre Andrea “Sipo” Sipala commenta così: “Grazie società, non è stata una scelta scontata e nemmeno una decisione da poco”. Mattia Favaretto: “Condivido in pieno e ci tengo espressamente a ringraziare la società per lo sforzo”.
 
Simone Rosada, zaino in spalla e sempre in viaggio in motonave versione Lido di Venezia-Jesolo-Lido di Venezia e professionalità da vendere dice la seconda cosa importante dopo i ringraziamenti. “Finalmente! Finalmente torniamo a divertirci!”
 
E’ difficile parlare in certi casi, ancora di più quando bisogna guardarsi dentro al cuore e dare libero sfogo alle proprie emozioni.
 
“Il mio posto è qui, penso che basti per spiegare quanto sia importante per me tornare a giocare. Questa è casa mia” è stato il pensiero del “Mays” Nicola Maestrello.
 
“Grazie presidente che ci hai dato la possibilità di di tornare a giocare” ha detto Andrea Mei.
 
Coach Giovanni Teso: “Ringrazio la società che ha iscritto la squadra al campionato in un momento così difficile. E noi faremo di tutto per contraccambiare il sacrificio della società”.
 
La struttura della società ha dato prova di tutto la sua statura e compattezza. Se in campo ci vanno gli atleti, in panchina l’allenatore ed il suo vice (Matteo Gambarotto) e sono i protagonisti delle nostre domeniche a rumor di retina, dietro ci sono persone che lavorano 24 ore al giorno per il basket, per il nostro basket jesolano. E dove non sempre le cariche di presidente e di direttore sportivo esprimono nella loro interezza i sacrifici fatti affinchè le fondamenta reggano l’urto di momenti critici come quelli che stiamo attraversando oggi.
 
Grazie presidente
 
Ufficio Stampa Thomas Maschietto

 

I piccoli grandi Dragons cavalcano l’arcobaleno

I Dragons tornano ad allenarsi. E sul cielo sopra la D'Annunzio spunta l'arcobaleno

Immaginate di vedere in azione i nostri piccoli grandi Dragons nel loro primo allenamento del 2021 dopo la lunga pausa dovuta al covid. E di essere lì con loro alle D'Annunzio mentre fuori ha smesso di piovere.

Dal cielo è spuntato fuori come per magia l'arcobaleno, disegnato a mano dai Dragons che, giocando un pò di fantasia, hanno smesso i panni dei simpatici Grisù per indossare quelli degli unicorni che con l'arcobaleno hanno molto in comune, sia il colore della coda e della criniera, ma anche sono proprio loro fonti di questa bellissima scia durante il loro passaggio.

Oppure senza scomodare questi simpatici animaletti mitologici, i Dragons restano Dragons e a suon di "floaters" a canestro nel corso degli esercizi di tiro, hanno fatto venire fuori l'arcobaleno in cielo.

Cavalcando le note di Roby Facchinetti di "Rinascerò, rinascerai" prendiamo spunto dall'arcobaleno venuto fuori proprio nel primo giorno di allenamento per sperare che il più brutto, questa volta sul serio, sia finalmente messo alle spalle.

Ha proprio ragione il nostro presidente Emil Cavallin quando parla del settore giovanile. Fa sempre un certo effetto, lascia dentro una certa emozione vedere i nostri piccoli grandi ragazzi correre dietro alla palla a spicchi, allenarsi e cercare di fare canestro. Tutti noi lo siamo stati. E quante volte aspettavamo l'intervallo della prima squadra per fiondarsi sul parquet di gioco, camicia maglione e magari scarpe eleganti che non si potevano sentire ai piedi quando si correva, ed impossessarsi del pallone.

Adesso c'è da cavalcare questo arcobaleno per ripartire.

E se non lo vediamo, c'è un semplice esercizio da fare. Quando siamo in casa, in ufficio o in auto, guardiamo fuori dalla finestra o dal finestrino e cerchiamo l'arcobaleno. Magari non sarà visibile ad occhio nudo, ma con un piccolo sforzo lo troveremo e rimarremo a bocca aperta. Perchè avremo dato forma ai nostri sogni da Minors.

E quelli, anche se non piove e il cielo non ci offre i suoi giochi incredibili di colori dopo l'acquazzone o un temporale, non li scalfirà mai nessuno. Basterà guardare fuori e pensare a quanto ci è mamcato il nostro mondo.

Da un'idea di coach Matteo Gambarotto

Ufficio stampa Thomas Maschietto (foto/video Matteo Gambarotto)

Doppio compleanno in casa Secis BCJesolo!!

Buon compleanno Nicolò!! Buon compleanno Giacomo!!!

A chi facciamo oggi gli auguri di buon compleanno? Oggi dobbiamo festeggiare un doppio compleanno in casa Secis B.C. Jesolo. Compiono gli anni Nicolò Zamattio e Giacomo Cavallin, due di noi!!!!
In tempi normali, oggi sarebbe stato il caso di dire... "pancia nostra fatti capanna" per i vassoi di pasticcini e doppia razione di birra e pizza a nastri, quasi servisse un mese di allenamento per smaltire il tutto.
Ma ahinoi, siccome tempi normali non sono ci tocca appuntarci sui muri dello spogliatoio anche questa data e dovere festeggiare i nostri due giocatori quando ce ne sarà finalmente l'occasione!!
Mai noi, non siamo solamente la gente che non molla mai, ma anche quelli con la memoria più longeva per le ricorrenze speciali...
Per il momento, facciamo finta di essere tutti assieme, fare il tunnel di pacche sulla schiena con dentro i festeggiati e via a chi batte più forte!!
Per la cronaca Nicolò compie 22 anni e super Giacomo 20...
Auguri da parte di tutto il SecisBCJesolo!!!!!!!
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Finalmente ci siamo! Teniamo le dita incrociate!

A piccoli, ma che sono grandi per noi, passi verso l'inizio del campionato di C Gold

Finalmente ci siamo! Con il nuovo protocollo approvato dal CONI, siamo felici di comunicarvi che sarà possibile riprendere l’attività per tutte le nostre squadre!
Dalla serie C gold fino a tutto il settore giovanile, e quindi le nostre squadre Under 20, Under 14, under 13 maschile e femminile ed Esordienti 2009 e 2010! 🏀🏀🏀⛹🏻‍♀️⛹🏻‍♂️⛹🏿
Rimangono al momento escluse le categorie minibasket, ma contiamo di iniziare al più presto anche con i più piccolini!
A breve verranno comunicate le modalità di ripresa che in base al nuovo protocollo prevederanno per tutti gli atleti e lo staff un tampone rapido da effettuare nelle 72 ore antecedenti al primo allenamento.
"Siamo contentissimi di queste novità" spiega il nostro presidente Emil Cavallin. "Abbiamo due obiettivi: primo obiettivo far iniziare il settore giovanile"; il secondo, ripartire con la prima squadra. Il tutto in attesa che arrivi il protocollo definitivo della Fip che permetta alle varie società di sapere se inizierà o meno il campionato di C Gold".
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Un anno senza di te. Kobe Bryant e il ricordo del Secis B.C. Jesolo

Kobe Bryant e Gianna Maria gli Dei del Basket ci proteggono da lassù.

Un anno senza di te che il destino ha voluto coincidesse con un anno senza basket giocato per noi piccoli, ma anche grandi (basta misurare, se mai esistesse uno strumento adatto, tutta la passione, i sacrifici e le energie unite alle emozioni del cuore che ci mettiamo tutti noi) Minors. Una tragica coincidenza che ci sta facendo impazzire dal dolore e dai nostri sogni infranti di un basket vissuto sul parquet a 360°.
Oggi è stato un giorno un po' così, vissuto tra dubbi sul nostro futuro ( "che ne sarà di noi", cantano i Pooh o un film del 2004 di Giovanni Veronesi) e un pensiero a te Kobe e alla tua Gianna Maria.
Oggi tutti noi abbiamo indossato le magliette che avevamo addosso lo scorso anno per ricordarvi, per mandarvi un abbraccio.
Con la preghiera, a voce alta, rivolta a voi due che siete diventati angeli, anzi, Dei del Basket, che ci aiutiate a svegliarci da questo incubo e a ritrovare la strada smarrita per tornare a giocare.
Tu lo facevi come un Dio, noi tutti forse non siamo capaci di diventare come te, ma su una cosa abbiamo imparato da te o almeno ragioniamo così come tu ci hai insegnato a proposito del nostro approccio alla pallacanestro:
"È difficile da descrivere. Ti senti improvvisamente pieno di fiducia in te stesso, ti senti forte sulle gambe, con una buona visione del canestro e inizi a segnare. Dopo un po' ti convinci che qualsiasi tiro sia destinato al canestro. Anche quelli che sbagli.“
Quanto ci mancate, tu, la tua bimba, il nostro Basket... mai così in q
Fiducia e credere in se stessi: dal campetto alla serie A, il passo sarà enorme ma la mentalità resta sempre la stessa..
Quanto ci mancate: Tu, la tua bimba e il nostro basket.. perchè mai come l'anno andato ed il nuovo iniziato ci siamo sentiti così soli...
Ufficio Stampa Thomas Maschietto
Foto: Emma Zorzan

 

Il Secis BC Jesolo incontra l’Avis

Rosso come l’Avis, (bianco) rosso come il Secis B.C. Jesolo.

I colori della vita e dello sport, dove c’è uno c’è sempre stato e ci sarà sempre l’altro. Il sangue che dà la vita è lo sport che la mantiene, aumentandone le difese immunitarie di chi lo pratica.

Il bianco rosso è il nostro colore ufficiale, il blu, il bianco e il rosso sono quelli istituzionali della Associazione Volontari Italiani Sangue.

Un binomio perfetto tra Avis e Secis B.C. Jesolo. Il rosso che colora la goccia che scende dalla lettera “A” nel logo dell’Avis, da piccola diventa mare (il nostro mare jesolano) ed infinito come l’orizzonte e l’Oceano grazie alle donazioni.

Tra i donatori ci sono anche tre nostri testimonial. Il capitano Matteo Maestrello, Alistair Cortese e l’esperto di comunicazione e web Simone Manzato.

Oggi il capitano Maestrello, dopo la donazione del sangue, ha consegnato la felpa ufficiale del B.C. Jesolo al presidente Avis Jesolo Alessandro Quadranti. Con lui c’erano ovviamente anche Alistair e Simone.

“Sono donatore di sangue da qualche mese, la mia prima donazione l’ho fatta nel mio primo giorno di riposo dal lavoro dello scorso novembre” spiega Matteo Maestrello. “E’ stato Alistair Cortese ad invogliarmi e a farmi “sposare” l’Avis”.

“Lo sport è vita, donare è molto importante. Se lo facessimo tutti ci sarebbe più vita per gli altri” è il messaggio che vuole lanciare il nostro capitano. “Donare il sangue significa fare del bene. E fare del bene è una cosa bella. La richiesta del sangue è sempre molto alta e noi tutti possiamo andare incontro a chi ne ha più bisogno Donare il sangue è molto importante per garantirne una continua disponibilità. E' la garanzia che sempre, per chiunque, ci sarà il sangue giusto e disponibile ad essere trasfuso in caso di occorrenza”.

“Facciamo tutti la nostra parte. Ho visto tanti ragazzi giovani oggi che lo donavano. Noi sportivi che spesso usiamo il nostro sport come metafora di vita è un’occasione fondamentale per fare diventare questa metafora una vera e propria azione di vita per fare del bene a se stessi e agli altri”.

Matteo poi ci rivela un aneddoto.

“Alessandro prima di andare via ci offre sempre uno dei suoi paninozzi con sopressa e formaggio. Ma volete mettere? Già donare il sangue lo facciamo più che volentieri e un panino al volo non si rifiuta mai, specie se ha la sopressa dentro.."

Ufficio stampa Thomas Maschietto