Simone Rosada, il nostro SR9,confermato in cabina di regia per il prossimo campionato di Serie B

Simone Rosada confermato come superplay per la serie B!! Il giovanotto del Lido è pronto per un campionato da protagonista.

IL SECIS BCJESOLO IN SERIE B

Non poteva mancare SR9 al secolo SIMONE ROSADA tra i "fab six" riconfermati dal meraviglioso campionato appena finito e culminato con la conquista della serie B.

Il giovanotto del Lido poserà per la prima volta le sue scarpe da gioco, come tutti noi, nel parquet della serie B e come tutti noi non vede l'ora di incominciare.

"Innanzitutto volevo ringraziare la società per la fiducia che ha riposto su di me, e nel contempo salutare anche i ragazzi che non giocheranno più con noi, perché se siamo qui è anche merito loro" ci tiene a dire SIMONE ROSADA riferendosi a Nicola Ruffo, Leonardo Biancotto e Nicolò Zamattio.

LA PRIMA VOLTA. "Per alcuni di noi, me compreso, si tratta di una sfida completamente nuova, mentre per altri è un ritorno in un campionato già svolto. Quello di cui siamo sicuri è che la Serie B sia un campionato molto più di tosto, sia dal punto di vista fisico sia tecnico, rispetto al campionato dello scorso anno, e ció non puó che essere un motivo di orgoglio e motivazione ad impegnarsi di più e fare bene nonostante le difficoltà che si incontreranno durante la stagione. Personalmente sono molto contento di essere qui, era un obiettivo che mi ero posto ed è un momento che aspettavo da anni, per cui sono carico per affrontare la nuova stagione che ormai è alle porte".

Ufficio stampa Thomas Maschietto

ANDREA SIPALA non si muove dal Secis BCJ. “Sipo” non vede l’ora e saluta i suoi ex compagni

ANDREA SIPALA non si muove dal Secis BCJesolo. Il "Sipo" non vede l'ora di iniziare

Centonovantotto punti segnati in 20 presenze con la divisa del Secis BCJesolo. In numero, per essere più chiari, 198 punti segnati, 148 dei quali nello scorso vittorioso campionato di serie C Gold che gli sono valsi il “titolo” di secondo migliore realizzatore della nostra squadra dietro solo a Davide Bovo (243 punti).

ANDREA SIPALA non si muove dal Secis BCJesolo come Nicola Maestrello e Paolo Busetto.

UN CURRICULUM DA SERIE B. Ala forte classe 1995 “Sipo” ha già calcato gli ambiziosi parquet della serie B con Isernia nel campionato 2017-2018 (196 punti in 33 partite giocate), Rimini l’anno successivo (182 punti in 32 partite giocate) ed infine Cremona (81 punti in 25 presenze).

LA FELICITA’ DI RESTARE A JESOLO. “Felice ed entusiasta di iniziare questa nuova avventura con IL bcj, con questa famiglia” sono le parole piene di gioia di ANDREA SIPALA. “Sapere di rappresentare una società in cui crede in me, per me è un valore aggiunto e ringrazio tutti per avermi dato questa possibilità, in particolar modo Emil Cavallin e Mauro Zorzan. Abbiamo iniziato insieme un bel progetto, anche con il minibasket e sono onorato di poterlo continuare perché è fondamentale poter far crescere i propri giovani”.

“La scorsa stagione ci siamo guadagnati un posto in B e siamo pronti a dimostrare che ci possiamo stare. Andremo ad affrontare un campionato di grande qualità, sicuramente tosto ma tutto ciò non mi spaventa anzi, mi da quella motivazione in più. Qualcuno di noi ha già avuto qualche esperienza in B per altri invece sarà tutto nuovo. Farò del mio meglio e sarò a completa disposizione dello staff tecnico e dei compagni”.

“Senza il capitano Matteo Maestrello ognuno dovrà dare qualcosa di più e sono sicuro che succederà".

NICOLA RUFFO, LEONARDO BIANCOTTO E NICOLO’ ZAMATTIO AI SALUTI CON IL SECIS BCJESOLO. Volevamo dedicare uno spazio apposito ai tre giocatori che lasciano il Secis con tanto di ringraziamento per quanto fatto per questa maglia. Ma non possiamo nemmeno togliere le parole di bocca ad Andrea Sipala verso i suoi oramai ex compagni.

“Un saluto e un in bocca al lupo a Ruffo, Zanattio e Biancotto che sono stati dei compagni super. Forza Jesolo” chiude infatti la nostra chiacchierata Andrea Sipala.

Ufficio stampa Thomas Maschietto

Paolo Busetto ancora con noi! Giocatore di spessore e di categoria, ci darà una grossa mano grazie alla sua esperienza.

Paolo Busetto, esperienza, qualità e quantità al servizio del Secis BCJesolo per la serie B. E' la sua terza stagione con noi

PAOLO BUSETTO ANCORA CONO NOI!!!!!
Fioccano le riconferme in casa Secis BCJesolo. Dopo quella di Nicola Maestrello, oggi annunciamo con grande piacere che Paolo Busetto sarà ancora dei nostri per il prossimo campionato di serie B.
"Buso" è alla terza stagione di fila con noi. Nelle precedenti due, la prima falcidiata dal Covid, la seconda terminata con la promozione in B, Paolo ha vestito la nostra casacca per 35 volte segnando 242 punti. Il suo record di punti in una partita lo stabilito contro l'Unione Padova (16) il 2 febbraio dell'anno scorso.
Giocatore che può ricoprire in tutti i ruoli, da play maker ad ala piccola e ala grande, Paolo Busetto è il classico giocatore che fa cose utili alle squadra ogni secondo che è in campo. Quelle cose insomma che non finiscono nè a referto nè tantomeno sul foglio dello scout.
Ha già un bel pò di esperienza nella categoria che ci apprestiamo ad affrontare, avendo disputato 62 partite con 480 punti realizzati nel Basket Rimini Crabs dove per una stagione ha giocato assieme al nostro Andrea Sipala.
"Dovremo aspettarci un campionato davvero competitivo, ci sono diverse squadre con roster importanti che puntano a salire" è l'analisi di Paolo Busetto. "Il livello sia fisico che tecnico sarà molto più alto rispetto alla passata stagione. La nostra mentalità comunque dovrà restare la stessa, dare il massimo e non mollare mai. Personalmente non vedo l'ora di incominciare, rivedere i miei compagni e conoscere i nuovi arrivi. Sono molto entusiasta di vestire ancora la mia maglia numero 11 del Secis BCJ"
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Nicola Maestrello ancora con noi. Per Mays junior è il dodicesimo campionato con il Secis BCJesolo

Nicola Maestrello, a te la dodicesima stagione con la maglia del Secis BCJesolo, la prima in serie B!

NICOLA MAESTRELLO è la prima riconferma in casa Secis BCJesolo.

La sua sarà la stagione numero dodici in prima squadra, la prima volta in serie B!

“Mays” junior ha due traguardi da raggiungere con la nostra casacca. Le trecento presenze in campionato, ad oggi sono 259, e i 2000 punti segnati con il BCJ: gliene mancato appena 35. Ancora un piccolo sforzo Nicola e ci siamo!!

Dopo i saluti d’addio al basket giocato del fratello Matteo, Nicola Maestrello ha sulle spalle un fardello non indifferente. Nella storia recente del Secis Basket Club Jesolo, Nicola è rimasto il più titolato tra gli jesolani purosangue di Jesolo. Ha vinto un campionato di Promozione, uno di C Silver e due C Gold.

“Adesso che non c’è più Matteo suona tutto diverso per me” dice Nicola Maestrello. “Matteo era un riferimento chiave per me, come anche per tutta la squadra. Speriamo che quello che mi ha insegnato mi aiuti in questo nuovo campionato”.

JESOLO E I NATALI. “Sono qui da molti anni e ovviamente il legame con questo stemma si è sempre rafforzato giorno dopo giorno, anno dopo anno. E l’ho sempre portato con orgoglio, ancora di più adesso che sarò l’unico che effettivamente è cresciuto qui e che ha visto nascere la nostra squadra”.

FASCIA DI CAPITANO. Adesso che la fascia di capitano è vagante magari potresti tornare a vestirne i gradi che erano di tuo fratello.
“Per quanto riguarda la questione del capitano non saprei che dire. In serie B non ho alcuna esperienza, credo che ci vorrebbe qualcuno un po’ più navigato di me per questo campionato. Ne sarei lusingato certo, ma prendere le redini di una squadra in un’avventura così grande penso sia un passo troppo grande per me”.

Ufficio stampa Thomas Maschietto

Ecco Tommaso Rossi dalla Virtus Bologna! La nostra intervista all’ultimo arrivato in casa Secis

Il numero 21 tatuato sulla pelle. Ecco a voi Tommaso Rossi la nostra nuova ala tiratrice cresciuta nel settore giovanile delle "V nere"

TOMMASO ROSSI, BENVENUTO AL SECIS BCJESOLO!!!!!!!!!!!!
Diamo il “benvenuto in casa nostra” al secondo volto nuovo per la serie B. Si tratta di TOMMASO ROSSI , ala tiratrice di due metri di statura per cento chili di stazza fisica, nato il 2 giugno 1999, un virtussino doc delle V nere che l’anno scorso giocava in B con il Campetto Ancona.
Nell’ultimo campionato TOMMASO ha giocato 20 partite realizzando tra supercoppa, stagione regolare e play off 185 punti.
CURRICULUM. Tommaso Rossi è di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna, città storica situata sulla via Emilia famosa per le sue terme sin dal medioevo. Cestisticamente è cresciuto nelle giovanili della Virtus Bologna. Con le V nere arriva per tre volte alle finali scudetto con la under 17 vincendo il titolo al terzo tentativo in finale contro Trento nel 2017. L’anno successivo con l’under 20 la sua Virtus arriva ad un’altra finale scudetto vendendo sconfitta da Treviso. Poi c’è il debutto in prima squadra con la Virtus Bologna. Era il 30 ottobre 2016 nel campionato di serie A2 contro Ferrara. Infine nell’estate del 2017 viene convocato nella Nazionale italiana del 3x3 Under 18 che partecipa all’Europeo di Debrecen in Ungheria.
La parola ora al nostro ultimo acquisto TOMMASO ROSSI:
“Ho scelto il Secis BCJ perché di Jesolo mi hanno sempre parlato molto bene come società, struttura, un ambito famigliare di quelli che mi sono sempre piaciuti” sono le prime parole jesolane di Tommaso Rossi. “Una società composta da gente concreta che se tu hai bisogno di qualcosa ti risponde subito, immediatamente.
GIOVANNI TESO E GIORDANO CONSOLINI. “Ho avuto subito un buon feeling con il mio nuovo coach Giovanni Teso, non poteva essere altrimenti. Lui è molto amico di un mio ex allenatore, Giordano Consolini il quale mi ha strutturato come giocatore, nel senso che ha messo le basi per farmi diventare l’atleta che sono adesso”.
CHIAVE DI RIFERIMENTO. “Con Giovanni Teso abbiamo parlato a lungo del mio ruolo e su quella che sarà la squadra che affronterà la serie B. Potere essere una chiave di lettura, un punto di riferimento per i miei compagni di squadra è una cosa che mi rende felice. Ho voglia di giocare tanto e prendermi magari qualche responsabilità in più quest’anno”.
RUOLO IN CAMPO E TIPO DI GIOCATORE. “Mi reputo un giocatore abbastanza intelligente in campo. Questo lo devo a mio padre che è stato un ex giocatore ed allenatore. Grazie a lui ho capito bene come funziona tatticamente il gioco della pallacanestro” continua Tommaso. “Ho la fortuna di essere alto due metri per quasi cento chili di stazza. Nel mio ruolo di esterno giocatori di tale fisicità ce ne sono pochi. Con il tempo ho migliorato molto anche il tiro arma che uso molto e che posso ritenere come un mio punto di forza”.
L’IMPORTANZA DI AVERE IL NUMERO 21. “Il 21 è sempre stato il mio numero da quando sono entrato nelle giovanili della Virtus Bologna. Me lo sono portato dietro appiccicato sulla schiena per i sei anni in Virtus. Con la Virtus Bologna ho vinto uno scudetto giovanile, sono arrivato a meritarmi il migliore quintetto nelle finali nazionali” ci racconta il Rossi jesolano. Il 21 per me è un numero importantissimo. Me lo sono sempre portato dietro. Come un pallone che ti rimbalza e ti ritorna nelle mani quando palleggi, il numero 21 mi è sempre rimbalzato addosso nella vita. E’ sempre stato mio e me lo sono persino tatuato, tanto per farvi capire cosa significhi per me questo numero”.
ETTORE, IL SECIS BCJESOLO E IL CONCETTO DI FAMIGLIA. “Ettore è il mio nipotino” ci dice con parole di grande tenerezza Tommaso.
“E’ appena nato da tre mesi e ne sono innamorato! Mi sto dedicando molto a lui, ha fatto molto bene a tutta la mia famiglia e siamo felicissimi di questo”.
“A proposito di famiglia vorrei concludere dicendo che sono molto contento di fare parte di questa società, anzi di questa famiglia del Secis BCJesolo. Due giorni fa sono venuto a Jesolo per incontrare i dirigenti, il presidente, il team manager e l’allenatore. Quando li ho conosciuti mi hanno detto subito che questa società è una famiglia. E’ una cosa che mi piace moltissimo. Perché io sono così. Sono una persona solare, chiacchierona, che ama stare bene con la gente. Come giocatore, quando hai un contesto di questo genere attorno, sei molto più tranquillo e stimolato a fare le tue cose ed esprimerti al meglio”.
“Sono molto carico e non vedo l’ora di iniziare sperando che ci possa essere anche il pubblico a vederci. Personalmente conto molto sui tifosi, faccio molto riferimento a loro, forse gioco addirittura meglio sentendomi il pubblico vicino. Speriamo sia così”.
Ufficio stampa Thomas Maschietto
(qui sotto nella foto di rito della sigla del contratto Tommaso Rossi con il nostro Alistair Cortese)

Primo colpo di mercato! Arriva Dorde Malbasa, nostra intervista speciale!

BENVENUTO DORDE MALBASA!!!! E' il nostro primo colpo per la serie B!

Primo colpo da serie B per il Secis BCJesolo che si è assicurata i muscoli e il talento di DORDE MALBASA.
In italiano si scrive Dorde Malbasa ma si dovrebbe leggere George Malbascia perché in croato la corretta scrittura del suo nome sarebbe đorđe (d con trattino in mezzo) Malbaša (con una tacchetta sulla S).
Classe 1995, Dorde può ricoprire tre ruoli ben diversi: ala grande, pivot e ala piccola. Cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Treviso ha giocato per sette anni nella prima squadra del Treviso Basket. La sua prima avventura lontano da casa (i suoi genitori sono di Susegana vicino a Conegliano) è stata in B con il Basket Golfo Piombino (stagione 2017-2018) per poi riavvicinarsi nella sua Treviso vestendo la casacca della Rucker San Vendemiano, dove ha giocato per due anni, con un intermezzo a Mestre nel campionato di B2 2019-2020.
“Jesolo per me è una nuova sfida” sono le prime parole di DORDE MALBASA con il Secis BCJ stampato sulla divisa. “Mi è sempre piaciuto cercare questi tipi di sfide che mi stimolassero. E’ la terza squadra neopromossa in B in cui gioco dopo le esperienze di San Vendemiano e Mestre. E se la scaramanzia è vero che aiuta, posso dire che nelle prime due le cose sono andate bene e spero appunto che il risultato si ripeta anche quest’anno. E’ una sfida sia da un punto di vista personale che di squadra”.
“Credo di aver raggiunto una maturità cestistica tale da poter dare anche qualcosa ai miei compagni. Di potere aiutare tutta la squadra non solo dal punto di vista del gioco ma anche sotto molto punti di vista della crescita, senza che queste mie parole però suonino come presunzione verso gli altri”
NIENTE SOPRESE. “Con il B.C. Jesolo è stato un ottimo impatto, ma non una sorpresa” continua il nostro Dorde. Mi ero un po’ informato in giro su come fosse la società ed il suo contesto. Mi avevano parlato tutti molto bene. Un posto dove si sta bene e un posto dal quale spesso non si vuole andare via. E questa è una cosa molto bella che attira i giocatori al di là dei discorsi tecnici e di gioco. E’ una delle cose che fa più piacere ai giocatori: la tranquillità ed il piacere di andare di giocare in una squadra del genere.
MATTEO MAESTRELLO, MATTEO GAMBAROTTO E PAOLO BUSETTO. “Li conosco piuttosto bene” ci fa sapere ancora Dorde. “Con Matteo ho giocato a Treviso un anno, io ero ancora un giovanotto aggregato alla prima squadra. Gambarotto è stato uno dei miei primi allenatori. E con Paolo ho giocato cinque/sei anni di giovanili ed anche un paio di anni di prima squadra sempre a Treviso. Con Davide Bovo invece ho giocato due anni fa a Mestre. E gli altri li conosco un po’ tutti di nome. E’normale essendo una squadra della mia zona”.
RUOLI SUL PARQUET. “Sono un’ala grande, ma posso giocare anche da centro, ruolo che a dire il vero non mi fa impazzire ma che per qualche minuto posso ricoprire tranquillamente come ruolo. Soprattutto mi piacerebbe invece giocare sempre di più da ala piccola, cosa che negli anni a Treviso ho fatto tantissimo e negli ultimi anni di B ho cercato di riprendere”.
Ti diamo il benvenuto Dorde e vedrai che ci toglieremo tutte le soddisfazioni possibili.
Ufficio stampa Thomas Maschietto

Jesus e Andres Moro i gemelli dell’under 14 del Secis BCJesolo

Jesus ed Andres i gemelli del canestro del Secis BCJesolo della nostra under 14.

Jesus ed Andres i gemelli del canestro del Secis BCJesolo della nostra under 14.
Jesus come Gesù perché quando è nato è stato accolto come un miracolo da papà e mamma. Andres per la forza di essere nato. Forte come il papà, Andrea reso in spagnolo per non confonderli in famiglia. Dei genitori hanno preso non solo la forza ma anche la dinamicità, lo spirito avventuriero, essenza che si è tramandata a loro sul parquet e nella vita di tutti i giorni.
Abbiamo provato a fare una intervista doppia stile Le Iene, senza il video. Li abbiamo messi a confronto l’uno con l’altro per vedere anche come la cavano i ragazzi della loro età a divincolarsi tra domande simpatiche, provocatorie e sincere.
I genitori dicono che loro ci hanno lavorato sodo per essere all’altezza dell’intervista. Noi non ce la sentiamo di fare un lavoro di taglio, cucito, copia ed incolla. Le interviste le lasciamo originali per sottolineare la spontaneità dei nostri piccoli grandi campioni.
Ci siamo dimenticati di chiedere a loro di individuarsi nella foto che la nostra Emma Iris Zorzan ha scattato a San Benedetto. Anche per capire la loro fisionomia e salutarli con il nome giusto se li incrociamo in palestra..
Queste sono le risposte di Andres Moro:
1)Quando è nata la vostra passione per il basket, e perché proprio il basket?
"La nostra passione è nata in prima elementare grazie ad un nostro amico che ci ha fatto scoprire questo sport e da li non abbiamo mai mollato, poi mi ha incominciato ad affascinare di più nel 2016 che ho ricevuto il mio primo gioco Nba e da li ho cominciato a guardare anche le partite".
2)Mano destra o mano sinistra?
"Io pur essendo mancino a basket gioco con la mano destra".
3)Ruolo in campo
"Il nostro allenatore non ci ha ancora assegnato i ruoli, ma mi piacerebbe fare la guardia"
4)Cosa vorreste avere delle qualità del vostro gemello? Cosa gli invidiate e cosa non gli invidiate in campo
"Per ora niente visto che ce la caviamo entrambi nello stesso modo"
.
5)Vi sarà capitato di giocare contemporaneamente assieme. Cosa si prova a giocare assieme?
"Per me giocare insieme ad un fratello è un vantaggio perché a casa possiamo studiarci le nostre tecniche per poi replicarle in partita".
6)Che cosa vi piace più della pallacanestro?
"Della pallacanestro mi piace tutto ed è per questo che è il mio sport preferito, ma la cosa che mi piace di più è la sportività, infatti se un giocatore cade indifferentemente se è della squadra o un avversario si aiuta ugualmente, cosa che negli altri sport è un po' più difficile da trovare"
7)Che cosa è per voi il BC Jesolo?
"Per me il BC Jesolo non è solo una squadra, ma è come una famiglia. Siamo tutti amici e non si esclude mai nessuno, per esempio nei momenti di difficoltà tutti corrono ad aiutare".
8)Un giudizio simpatico sul vostro allenatore
"Il nostro allenatore: Matteo Gambarotto è sempre pronto ad aiutarci ma soprattutto è un allenatore che ci tiene davvero molto a vederci migliorare ogni giorno, infatti quando ci urla addosso non è per metterci paura ma è per motivarci a fare meglio"
9)Vi siete divertiti a San Benedetto del Tronto?
"Il torneo di San Benedetto non è stata un esperienza nuovissima visto che avevo già fatto un altro torneo fuori dal veneto, però comunque è sempre un esperienza fantastica da rifare soprattutto per stare in compagnia e legare di più con i compagni, non solo della nostra squadra ma anche delle altre"
10)Chi è più forte di voi?
"Siamo bravi entrambi chi più in qualcosa e chi meno ma comunque ce la caviamo allo stesso modo, per esempio io mi reputo più bravo nel tiro da fuori, mentre lui è più bravo nelle penetrazioni e rimbalzi".
Queste invece quelle di Jesus:
1)Quando è nata la vostra passione per il basket, e perché proprio il basket?
"La passione per il basket è nata in prima media quando un mio amico mi ha chiesto di provare a praticare questo sport con lui"
2)Mano destra o mano sinistra?
"Mano destra".
3)Ruolo in campo
"Ala grande"
4)Cosa vorreste avere delle qualità del vostro gemello? Cosa gli invidiate e cosa non gli invidiate in campo
"Non invidio niente da mio fratello".
5)Vi sarà capitato di giocare contemporaneamente assieme. Cosa si prova a giocare assieme?
"Giocare con mio fratello mi avvantaggia molto perchè spesso ci alleniamo a casa insieme e impariamo delle tecniche per poi provare a replicarle in partita".
6)Che cosa vi piace più della pallacanestro
"Della pallacanestro mi piace tutto la parte difensiva un po' meno ma del resto adoro tutto di questo sport"
7)Che cosa è per voi il BC Jesolo?
"Per me il BC jesolo è come una seconda famiglia".
8)Un giudizio simpatico sul vostro allenatore
"Matteo gambarotto è sicuramente il miglior' allenatore che mi ha allenato è molto bravo nel suo lavoro ed è sempre disponibile"
9)Vi siete divertiti a San Benedetto del Tronto?
"Si mi sono divertito molto in questo torneo e anche se non è stata la mia prima esperienza di questo tipo mi è piaciuto moltissimo"
10)Chi è più forte di voi due?
"Non si può stabilire chi è più forte tra noi due perchè abbiamo uno stile di gioco diverso per esempio lui è più abile nel tiro da 3 punti mentre io gioco meglio dentro l'area in post".
Ufficio stampa Thomas Maschietto
foto di Emma Iris Zorzan
un ringraziamento particolare al papà dei gemelli e di Valentina che ha permesso la riuscita del "pezzo".

Matteo Maestrello dice addio al basket giocato. La maglia numero 10 pronta ad essere ritirata.

Matteo Maestrello si congeda dal basket e dal Secis BCJesolo. Un leader in campo e fuori, per sempre grazie oh capitano, nostro capitano.

Sono passati vent’anni da quando Matteo Maestrello ha vestito per la prima volta la maglia del BCJesolo. Vent’anni lunghissimi che sembravano appena “ieri” quando “Mays” è tornato a casa quindici anni dopo per giocare con noi e suo fratello Nicola nel gennaio del 2015.
La prima volta di Matteo, poco più che diciottenne, era con il compianto Lino Rossetto in panchina con Mauro Zorzan come giocatore. Come lunghi c’erano Maltecca e Stefano Garzara, come play Nicola Perissinotto e il mai dimenticato Giorgio Zecchin, Tonicello come guardia ai quali si aggiunse anche Riccardo “Easy” Serena.
La seconda volta jesolana era in serie D. Con suo fratello Nicola che allora era capitano, Nicolino Ruffo ed una schiera di ragazzi “terribili” del vivaio. Da quel momento, gennaio 2015, Matteo Maestrello ha giocato per sei anni con noi fino alla fatidica serata di Rovigo che ci ha portati in B, domenica 27 giugno.
Matteo abbiamo una sola domanda. PERCHE’?
“PERCHE’ è arrivato il momento di smettere” dice il nostro capitano. “Ho 40 anni, una figlia in arrivo, Giovanni sta diventando ogni giorno più grande, adesso ha otto anni e le responsabilità iniziano ad essere tante come genitore. E poi quando faccio le scale per andare al lavoro ho male dappertutto”.
“A parte la famiglia e la “vecchiaia” (quelli come me sono diversamente giovani”) sono tre i motivi principali che mi hanno spinto a prendere la decisione di ritirarmi dal basket e di smettere di correre dietro alla palla. Il primo è che sono arrivato dove volevo arrivare con il Secis BCJesolo, non posso chiedere di più. Ho vinto la C Silver, due campionati di C Gold e credo di avere dato tutto quello che avevo in corpo alla squadra della mia città. Ho finito la carriera di professionista e sono tornato a Jesolo per giocare assieme a mio fratello. Prima è stato lui il mio capitano, poi sono stato io il suo”.
“La seconda motivazione è la promessa fatta a mio papà Renato. Con lui ho iniziato a giocare a pallacanestro all’età di nove anni. Quando i miei amici hanno scelto il calcio come sport da praticare li stavo seguendo anch’io con loro” ci racconta Matteo. Ma mamma Serenella e papà Renato mi hanno insegnato che quando dai la tua parola la devi sempre mantenere. Ho finito l’anno poi ho fatto la mia scelta di sposare la pallacanestro al posto del calcio. Ho avuto ragione ad ascoltare i miei genitori”. Quel venerdì della semifinale con Oderzo ero andato a salutare mio papà in ospedale all’ora di pranzo. Gli avevo fatto una promessa: vincere il campionato e poi mi sarei ritirato, perché senza di lui che mi seguiva ovunque non avrei potuto più continuae a giocare. Lui era sempre presente in palestra quando giocavo adesso che non c’è più non ha più senso continuare. Con lui ho iniziato, senza di lui finisco”.
CHIEDETEGLI SCUSA. “C’è un altro motivo che mi preme dire. Tre anni fa mi davano per finito. E’ stato un grosso sbaglio. Sono io che decido quando è il momento di ritirarmi, gli altri non si devono permettere di affermare certe cose. “Smetto quando voglio” come il titolo del film del 2017 con Edoardo Leo e Stefano Fresi. Se qualcuno vuole mandarmi un messaggio di scuse, il mio numero ce l’hanno sicuramente”.
CHI LO SAPEVA? “Lo sapeva solo Sandy, mia moglie. Lei ha insistito che continuassi ancora, ma avevo le mie buone ragioni, adesso farò il papà e sono pronto a dare una mano alla società se hanno bisogno dei miei consigli, di fare da intermediario con nuovi giocatori. Simone Manzato ha già coniato il mio nuovo ruolo all’interno della società. Lui mi vede come “BCJesolo Ambassador”.
A PROPOSITO DI SANDY. E’ IN ARRIVO (MARIA) VITTORIA. “Sì, la chiameremo proprio così: Maria o Maria Vittoria. Sicuramente ci sarà Vittoria. Sandy ed io abbiamo deciso di chiamarla così perché abbiamo saputo che era una femminuccia il giorno dopo la finale vittoriosa di Rovigo. E poi perché è una vittoria epocale avere una “femminuccia” in casa Maestrello. Siamo tutti maschi. Mio papà ne sarebbe stato orgoglioso e sono sicuro che l’avrebbe amata con tutto se stesso come ha fatto con Giovanni. Era Renato che portava Giovanni a tutti gli allenamenti, ha vissuto per Giovanni e per il basket. Adesso, come tradizione vuole” ci fa sapere Matteo toccherà al fratello più grande Pier Carlo occuparsi del Giovanni sportivo”.
Mio papà ha fatto in tempo a sapere che aspettavamo un altro bambino e ci ha regalato un paio di scarpette porta fortuna” ricorda con grande affetto Matteo Maestrello.
SECIS BCJESOLO TATUATO NEL CUORE. Nella sua seconda vita da giocatore del BCJ Matteo Maestrello ha condiviso momenti di pathos eccezionali. Dove lacrime di gioia per momenti indimenticabili sono state rimpiazzate da lacrime di tristezza infinita.
“In questi anni è successo di tutto a livello motivo” ricorda il nostro capitano. “Ho chiesto a Sandy di sposarla, Nicola Ruffo aspettava l’arrivo di Maddalena, Andrea Delle Monache e Marco Zatta stavano per diventare papà per la seconda volta. Tomas Munaretto ci aveva annunciato con si sarebbe sposato con la sua Benedetta. Adesso toccherà anche a Nicolino Ruffo. E c’è stata la festa dei 50 anni del B.C. Jesolo, mezzo secolo di vita”. Poi ci sono stati i momenti molto tristi come la morte della mamma di Pier Carlo Cia, la scomparsa di Lino Rossetto e di Mario Bars due colonne portanti del BCJesolo. E quella di Claudio Marigo figura fondamentale per la nostra vittoria del campionato ad Oderzo il 21 maggio 2017”.
“Quando abbiamo vinto la finale con Imola, il giorno dopo ho portato la Coppa in fioreria come vuole la mia tradizione. E sono andato in cimitero a mostrarla a mio nonno e a mio zio Toni”.
LA FEDE. “La fede del mio matrimonio con Sandy è sacra. Prima di ogni partita la davo a Mauro Zorzan che me la tenesse. Se la infilava nel mignolo perché nella sua manona grande era l’unico dito in cui gli passava. Questo gesto, scaramantico, rituale o superstizioso, è sempre valso tantissimo per me. Sandy mi ha dato tutto e passando l’anello ha Mauro era come gli comunicassi tutto l’amore che ho per la sua famiglia. Quando ero piccolo mio papà mi portava sempre a vedere Mauro Zorzan giocare. La sua famiglia per me è un po’ il mio secondo focolare. Posso dire di avere dato tanto allo Jesolo, ma ho ricevuto anche tanto da chi mi è stato molto vicino in questi anni”.
IL SALUTO ALLA SQUADRA. “Quando mi sono congedato dai miei compagni è stato dopo la partita con Oderzo. Ho detto loro che avrei lasciato la pallacanestro ma sapevo che il passaggio di testimone finiva in ottime mani. La serie B è una categoria molto difficile. Più vicina alla A2 che alla C Gold come livello di gioco. Sono sicuro che daranno il massimo e che non si tireranno indietro”.
NUMERO 10 PER SEMPRE. Forse sarà il caso di ritirare la divisa con il numero 10 dalle maglie di gioco. Matteo lo ha sempre indossato, a parte il metà anno fatto in serie D. Tutte le squadre fanno così con quei giocatori che hanno fatto la storia di un club. La società ci penserà e quella maglietta finirà non nell’armadio ma incorniciata e messa nella nostra bacheca.
LA MIA TESTIMONIANZA. Certe cose andrebbero scritte sul proprio profilo facebook perché personali e narrate in prima persona. Ho conosciuto Matteo ventidue anni fa quando calcava il parquet della D’Annunzio. Facevo il corrispondente sportivo, ero alle prime armi e come di consueto andavo a prendermi i nomi dei giocatori al tavolo del referto. Ieri non c’era la tecnologia di un tempo e si sa la C2, oggi come un tempo, non obbliga la compilazione on line degli scout e del play by play. Matteo stava facendo stretching e mi fermai a salutarlo. Fu come parlare con un raggio di sole. Ritrovatolo dopo anni tra i professionisti, il sorriso, la testa sulle spalle, l’umiltà erano rimaste intatte. Ti veniva spontaneo cercarlo subito una volta entrato in palestra. Da domani, parlando sempre in prima persona, mi sentirò un po’ più solo, nonostante tutto il bene che provi per gli altri ragazzi. Matteo ha aiutato anche me nei miei momenti più difficili del mio percorso di crescita e per questo ne vado fiero ed orgoglioso.
GRAZIE MATTEO, MANCHERAI A TUTTI.
Ufficio stampa Thomas Maschietto

La gioia di Mattia Favaretto è unica! You know what I mean

"You Know what I mean". Mattia Favaretto e le sue lacrime agli occhi per la promozione in serie B.

"I CAMPIONI CON LA COPPA".

Le lacrime di gioia scendono a rigare le guancie, un sorriso con le mani appoggiate prima sui fianchi e poi sulla Coppa della C Gold che vale la B.

Una stagione strana, ma allo stesso tempo, diciamolo pure, massacrante per Mattia Favaretto. Prima l’incidente in auto (lo ricordiamo a Trivignano con il collare ad assistere all’amichevole contro il BC Mestre), poi la caviglia, infine il Covid.

Mattia alla fine ha mostrato i muscoli, a noi, agli avversari e alle avversità e con i suoi canestri ci ha condotto alle vittorie di Imola e di Ferrara. A Rovigo, in finale, ha messo dentro la bomba che a 2’30” alla fine del terzo quarto ha di fatto tagliato le gambe ad Imola. Era il canestro del 49-37 per noi.

“Quella domenica è stata una serata davvero speciale, è stato il coronamento di una stagione pazzesca” commenta Mattia Favaretto. “Già minuti prima del fischio finale avevo le lacrime agli occhi perché aver vinto il campionato è stato veramente una liberazione sotto il punto di vista emotivo per me. Ci tenevamo tutti tantissimo e averlo fatto in questo anno così difficile, così pieno di insidie e incertezze è stato ancora più bello”.

“Come dicevo a livello personale è stata davvero una liberazione perché questa è stata una stagione molto dura per me, tra l’incidente in macchina ad inizio anno, l’infortunio alla caviglia, il covid sembrava veramente stregata e invece alla fine è arrivata la gioia più grande”.

DEDICHE. “ Voglio dedicare questa vittoria in primis alla mia famiglia, alla mia ragazza, Ilaria, e a tutti i miei amici che purtroppo non hanno potuto venire a vederci in palazzetto ma che mi hanno seguito via streaming.

Ma la dedichiamo tutti sicuramente anche ai due “Mays”, Matteo e Nicola, che hanno giocato in un momento così duro e che si meritavano, per tutto quello che hanno passato, più di chiunque altro di vincere questo campionato”.

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO, NOI SIAMO IL BCJESOLO. “Come hanno già detto tutti i miei compagni la famiglia è stata la nostra forza durante tutto il campionato” aggiunge Mattia Favaretto. “Abbiamo avuto momenti belli e momenti più duri, la quarantena in primo piano ovviamente, in cui ci siamo uniti di più di quanto non lo fossimo già, sentendoci ogni giorno e non vedendo l’ora di ritornare in palestra a sudare per arrivare all’obiettivo che tutti volevamo raggiungere. Condividere poi la vittoria di un campionato con loro significa che davvero non potremo mai dimenticarci di questo gruppo fantastico e di quello che siamo riusciti a fare tutti insieme”.

YOU KNOW WHAT I MEAN. “Vincere è una delle cose, se non la cosa più bella dello sport, è il motivo per cui personalmente gioco a basket e per cui scendo in campo ogni partita. Vincere è vedere ripagato tutto l’impegno, tutto il lavoro e tutti i sacrifici fatti durante l’anno, che probabilmente nessuno vede ma che solo noi conosciamo” conclude Mattia.

Ufficio stampa Thomas Maschietto

La finale di Andrea Mei. Dalle urla di incitamento per i compagni a quelle di gioia. E del taglio della retina….

Andrea Mei, il nostro play ci racconta l'emozione della finale e del taglio della retina.

"I CAMPIONI CON LA COPPA".

Le urla a squarciagola per sostenere i suoi compagni dalla panchina. I balletti in mezzo al campo dove Andrea Mei è stato assoluto protagonista nel venerdì di play off che ci ha visto battere Oderzo e conquistare la finale. L’affetto dei suoi compagni che lo hanno sempre ritenuto indispensabile.

Il ninja jesolano è tornato da Rovigo dopo essere salito sulle spalle di Nicolò Zamattio per tagliare la retina, rito irrinunciabile di chi vince un campionato. Al posto della lama e degli shuriken, armi tipiche dei ninja, Andrea Mei ha usato un normalissimo paio di forbici, perché a volte la realtà è molto più spiccia e concreta di una immaginazione galoppante.

“Il taglio della retina è stato un qualcosa di fantastico” ci racconta Andrea Mei “all’insegna di una vittoria del campionato. In mezzo a tutta la foga e la gioia di tutti gli jesolani, Simone Manzato mi ha consegnato le fatidiche forbici e sono salito sulle spalle di Zamattio per tagliare la retina”.

GLI ULTIMI 40 MINUTI. “L’atmosfera in panchina era molto tesa ma mi sono fatto trovare pronto ad incitare e aiutare i compagni in campo, incoraggiandoli di continuo”. Durante tutta la partita ho cercato di dare il mio contributo  gridando a squarciagola per tifare i miei compagni” continua Andrea Mei. “A circa 40” dalla fine della partita, in panchina avevamo capito di avere conquistato la deliziosa promozione. Siamo scoppiati a piangere di gioia e ci siamo abbracciati tutti”.

IL MIO CAMPIONATO. “Nel complesso è stato un campionato strano ma nonostante ciò ho avuto un po’ di spazio e ne sono grato a Giovanni Teso e Matteo Gambarotto che hanno avuto fiducia in me” conclude Andrea. “Quest’anno posso usarlo come punto di riferimento per incominciare a migliorare e provare a puntare sempre più in alto”.

Ufficio stampa Thomas Maschietto